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Campagna contro la fame - 2002

Campagna "Contro la fame, un'altra alimentazione è possibile"
(7 giugno 2002)

"Lo sapevi che..." - così si apriva il manifesto degli organizzatori della campagna italiana "Contro la fame, un'altra alimentazione è possibile". "Mangiare carne consuma le risorse del Terzo mondo impedendo uno sviluppo equo del pianeta".


Fame nel mondo

Produrre carne provoca un immenso spreco di risorse: il mondo occidentale utilizza il 60% dei cereali per nutrire gli animali d'allevamento. L'Europa importa milioni di tonnellate di alimenti vegetali per nutrire le sue stalle intensive. Un vitello necessita di 13 chili di grano e soia per aumentare di un solo chilo.

Terra
Il 70% delle terre agricole dell'occidente è usato per allevare e nutrire gli animali. Un ettaro di terreno può produrre in un anno 2500 Kg di proteine vegetali - oppure soltanto 200 Kg di proteine animali se utilizzato a pascolo o per coltivare cibo per gli animali.

Acqua
Allevare animali per cibo consuma più di metà delle risorse idriche del pianeta. Ci vogliono 3.150 litri d'acqua per produrre un solo chilo di carne bovina, mentre ne bastano 200 per produrre un chilo di grano.

Deforestazione
L'allevamento di animali per cibo è una delle più gravi cause di deforestazione. Le foreste pluviali vengono distrutte a un ritmo di 310.000 chilometri quadrati all'anno per fare spazio agli allevamenti di animali. Il costo ambientale di un singolo hamburger è di mezzo metro quadrato di terra!

Energia
Allevare animali per cibo richiede più di un terzo di tutte le materie prime e carburanti fossili dell'occidente. Produrre un singolo hamburger richiede carburanti fossili che sarebbero sufficienti a far funzionare per 20 ore un computer o per illuminare una stanza per cinque giorni.
Inquinamento

L'industria della carne è tra le prime cause di inquinamento delle acque. Gli animali da allevamento producono 130 volte più escrementi che la popolazione umana, 40.000 chili al secondo. Un'industria di 3.000 maiali genera rifiuti solidi equivalenti a quelli di una città di 12.000 abitanti.

Multinazionali
L'attuale modello alimentare è sostenuto da poche multinazionali che producono semi ogm e non, pesticidi, ormoni, anabolizzanti, allevano e macellano animali, controllano la distribuzione e l'immagine dei prodotti.


Mentre nel Nord del mondo le emergenze sanitarie sono rappresentate da obesità e da patologie legate all'eccessiva alimentazione, il Sud del mondo si vede sottrarre alimenti vitali per la sopravvivenza.

 

FONTE: Campagna “Contro la fame, un’altra alimentazione è possibile”.

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