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Gli Empori Solidali In Italia

In Italia gli empori solidali sono attivi dal 2008 ed hanno registrato una grande crescita; sono ormai più di 70 in tutto il Paese. È quindi un fenomeno che ha assunto una dimensione nazionale e che rappresenta  una soluzione concreta e facilmente replicabile per combattere gli sprechi alimentari.

Cosa sono gli Empori solidali? Piccoli supermercati ad accesso controllato che offrono la possibilità di fare la spesa gratuitamente secondo il proprio fabbisogno. Chi si reca in un Emporio può scegliere liberamente i prodotti alimentari e di prima necessità a disposizione usufruendo di una tessera personale caricata con punteggio a scalare, di durata prestabilita, ma rinnovabile in caso di necessità per una o due volte.

Chi sono i beneficiari? I cosiddetti “nuovi poveri”, in particolare famiglie in difficoltà economica, specialmente con figli. Nel 58% dei casi si tratta di famiglie straniere per il 42% di famiglie italiane, il cui numero è comunque in aumento. Ogni emporio ha proprie regole per la selezione dei beneficiari, che richiedono sempre un'istruttoria preventiva.

Quali prodotti si trovano? Il paniere di beni alimentari è molto ampio. Tutti gli Empori distribuiscono il secco, molti anche il fresco e qualcuno persino i surgelati. Sono presenti quasi dovunque i prodotti per l’igiene; in alcuni casi ci sono addirittura il banco scuola, il vestiario e i giocattoli. All'Emporio si trova gran parte di quello che è reperibile in un supermercato.

Oltre l'aiuto alimentare? Gli Empori svolgono una importante funzione sociale e relazionale, in grado di attivare le risorse della persona attraverso altre attività – variamente presenti - come l’ascolto e l'orientamento verso altri servizi, la formazione, l’inserimento lavorativo, gli spazi mamma bambino, le consulenze al credito e alla gestione domestica; alcuni Empori hanno inoltre dato spazio a laboratori di autoproduzione, attività culturali, linguistiche. Fondamentale è anche l'importanza che viene data alla dimensione dell'accoglienza e delle relazioni.

Il personale dell'emporio? Sono i volontari, che svolgono diverse funzioni: dall'istruttoria iniziale agli allestimenti, allo stare al punto vendita o alla cassa o semplicemente ad accogliere le persone, con un sorriso o una parola gentile. In alcuni casi, quando le dimensioni lo consentono, si è riusciti a creare uno o due posti di lavoro stabili. Attorno agli empori poi – spesso - ruotano altri soggetti che danno la loro collaborazione, come, ad esempio, addetti del centro-servizi del volontariato, dipendenti pubblici etc.

L’approvvigionamento? Non c’è una formula unica per tutti gli Empori: alcuni si basano soprattutto sugli aiuti del Fead (fondo di aiuti europei agli indigenti), altri sugli acquisti diretti, altri ancora sul recupero delle eccedenze dalle grandi distribuzioni o sulle donazioni delle aziende.  Molto diffusa è la pratica delle collette alimentari, in collaborazione con le imprese della grande distribuzione.

Chi sono i promotori e i gestori? Nessuna esperienza nasce “in solitaria” ma almeno per iniziativa e/o con l’accompagnamento di più enti ed associazioni non profit: in alcuni casi fondamentale è stato il ruolo Centri di Servizio per il Volontariato, in altri casi è stata  la Caritas a promuovere l’iniziativa, in altri ancora gli Empori sono nati da tavoli di lavoro misti pubblico/privato, oppure anche per iniziativa diretta  di Enti locali.

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